RAGOGNA

 

 

Nel corridoio delle Carte Geografiche che porta alla Cappella Sistina in Vaticano, la località Reunia compare già, in un documento risalente circa al 1100, come uno dei luoghi più importanti della zona. Questo a ricordare che Ragogna ha una storia ricca ed antica, che si può far risalire a uno dei versi di Venanzio Fortunato, datato 565. Il Castello è una delle quattro perle di cui Ragogna va fiera, assieme al Monte, al Fiume e al Lago, che fanno del nostro comune uno dei più suggestivi ed interessanti dal punto di vista sia storico che naturalistico.

ex Sindaco di Ragogna Mirco Daffarra

 

Ragogna nasce per il controllo delle acque. Nei tempi antichi le acque sono state all’origine della creazione delle grandi città e le civiltà stesse sono nate come accumulazione di insediamenti per praticare agricoltura e commercio. Nel caso di Ragogna il guado del Tagliamento, utilizzato come via di transito per commerci e pellegrinaggi, portò al creazione di un insediamento di controllo e attorno ad esso si aggregarono le strutture abitative e di servizio. Queste dinamiche sono trasversali alle varie culture del mondo, ad esempio il carattere cinese che significa “potere politico” è derivato dall’unione degli ideogrammi “fiume” e “diga”: chi controlla il flusso dell’acqua controlla la società. Le relazioni tra gli esseri umani e l’acqua sono complesse e più ci addentriamo nella loro conoscenza più ne cogliamo la profondità. Le testimonianze della frequentazione umana a Ragogna sono però ancora più antiche e risalgono al periodo neolitico quando un’altra zona d’acqua offriva sussistenza attraverso la caccia, la pesca, l’approvvigionamento e la sicurezza abitativa rispetto al fiume: il lago. Lago, Fiume, Castello, Monte da cui osservare il territorio, sono gli ingredienti che hanno portato il nostro paese a diventare parte degli intrecci della Storia con la “S” maiuscola, qui le tracce preistoriche, romane, medioevali e moderne, si mescolano alle trincee del primo conflitto mondiale e ai sistemi difensivi realizzati, dopo il secondo conflitto mondiale, per proteggere i confini durante la guerra fredda. Visitare Ragogna equivale a fare un percorso di riflessione sui rapporti che gli esseri umani intraprendono tra loro e con il territorio in cui vivono.

Taddio Gianpiero presidente della Pro Loco di Ragogna

 

urna/acquasantiera – Museo Civico “Cerutti” di Ragogna